Individuare precocemente casi sospetti di dislessia a scuola

Durante gli incontri di formazione organizzati per gli insegnati di scuole d’infanzia e primarie nella provincia di Forlì-Cesena durantel’a.s. 2017-2018, la d.ssa Nadia Meini (pedagogista e collaboratrice del Poliambulatorio Kimeya) ha spiegato come “non sempre le prime fasi dell’alfabetizzazione durante il percorso di istruzione sono sufficienti per rispondere alle esigenze di tutti gli alunni”.

Provando a riflettere su questa affermazione si riesce a comprendere chiaramente il ruolo fondamentale che giocano gli insegnanti nell’affrontare i disturbi specifici dell’apprendimento, nell’essere quindi in grado di riconoscere e individuare precocemente i casi sospetti di DSA.

Per farlo, ogni insegnante ha a disposizione alcuni strumenti standardizzati e validi a determinare una difficoltà significativa negli ambiti dell’apprendimento, che possono essere somministrati sia in maniera individuale sia in maniera collettiva. Tra questi ausili si ricordano le prove di lettura e comprensione MT per la valutazione della lettura, le prove AC-MT per una prima valutazione del calcolo, le prove di velocità di scrittura e il dettato di brano per la valutazione della scrittura.

Riuscire ad individuare prematuramente un disturbo specifico dell’apprendimento attraverso uno o alcuni di questi strumenti, unitamente alla preventiva comunicazione alla famiglia, significa tutelare fin da subito l’alunno affetto da DSA e salvaguardare il ruolo di una didattica inclusiva.

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