Il bambino è definito dagli educatori come cera molle che si può plasmare a proprio modo. L’immagine rende bene l’idea della condizione di sviluppo in cui si trova il bambino soprattutto nella prima infanzia ma è spesso fraintesa: non è il bambino che deve esser plasmato dall’educatore in quanto cera senza forma ma piuttosto è il bambino stesso che deve plasmare la cera molle di cui è fatto facendone emergere il carattere, i talenti, le caratteristiche che lo andranno a definire.

Citando la Montessori, l’opera giusta dell’adulto verso il bambino dovrebbe quindi essere quella di preparargli un ambiente adatto al suo sviluppo, che è prerogativa di quel “aiutami a fare da solo” che ha ispirato tutta l’attività della famosa pediatra italiana; quello stesso concetto espresso anche da Emmi Pikler che diceva “Evitiamo di insegnare i movimenti al bambino. Diamogli spazio e lasciamolo fare.”
Partendo da questi approcci e sapendo che il bambino in questa fase della crescita e di sviluppo sensomotorio è nel pieno delle sue scoperte ed esplorazioni, nasce una nuova proposta educativa rivolta a bimbi da 0 a 2 anni: “Crescere in libertà”.

Educare in libertà 0-2 è una “palestra” dove imparare a sperimentare e sperimentarsi liberamente, senza costrizioni o attività specifiche uguali nella proposta per tutti. Ogni bambino ha un talento tutto suo; scoprirlo, farlo fiorire sta alla base dell’autostima e di un approccio positivo alla vita.
Si parte prima di tutto un’attenta osservazione dello sviluppo psicomotorio e della fase di sviluppo che ciascun bambino inserito nel gruppo presenta. Le attività, che vengono strutturate a partire da questa osservazione, sono guidate da professionisti e la proposta educativa avviene dentro un ambiente stimolante e motivante, affinché il bambino stesso possa essere sollecitato e aiutato a scoprire e sperimentare emozioni, sentimenti e relazioni.

Il gioco libero, il rapporto con i pari, la presenza costante di educatrici rendono questo corso anche una valida alternativa per chi non vuole mandare il proprio bimbo al nido ma ritiene importante la socializzazione e il confronto con altri bambini.