corso di yoga in gravidanza

Daniela Premi

maestra di yoga – formatasi in Ashtanga Yoga alla Foundation of Pathanjala Yoga Kendra – Bangalore

Lo yoga è un’antica disciplina che consente di armonizzare le tre parti fondamentali che costituiscono ogni individuo: corpo, mente e spirito. La radice sanscrita del termine yoga (“yug” o “yuj”) significa legare, aggiogare, ed esprime l’unione fra entità opposte: corpo e mente, realtà fisica e realtà spirituale, elemento maschile e femminile, mobilità e immobilità.

Praticato in gravidanza, lo yoga aiuta la donna a vivere i mesi dell’attesa in modo ottimale: promuove il benessere, dona equilibrio tra corpo e mente e grande centratura, aspetti fondamentali nei periodi di transizioni ed incertezza, e prepara al momento del parto sia dal punto di vista fisico che psichico.

La disciplina è incentrata su:

  • ASANA (posizioni): sono esercizi fisici che sciolgono le rigidità con poco o nullo impatto sulle giunture. I muscoli si distendono, le articolazioni si aprono, si crea spazio che in gravidanza si traduce in prevenzione dei disturbi muscolari e posturali dovuti ai continui cambiamenti muscolo-scheletrici a cui è sottoposto il corpo. Una muscolatura più elastica, forte e flessibile porta ad un riassetto della colonna vertebrale che si riallinea e si distende.

Il lavoro incentrato su contrazione-decontrazione, mobilità e tonicità del diaframma permette un’ottimale espansione dei polmoni ed una respirazione completa e profonda. Entrambi influiscono sulla pressione interna di addome e torace e favoriscono il riequilibrio della circolazione sanguigna e del flusso linfatico ed esercitano un massaggio di tutti gli organi coinvolti nel processo digestivo di assimilazione ed escrezione.

  • PRANAYAMA (respirazioni): gli esercizi di respirazione sono il cuore della pratica. Una corretta respirazione assicura una perfetta condizione fisica, una buona circolazione sanguigna, nutre i tessuti, alleggerisce il cuore, rende la mente leggera e concentrata, aumenta il livello energetico, ma soprattutto agisce sulle emozioni.

Il respiro è strettamente legato all’attività della mente e alle emozioni, è il mediatore tra corpo e mente. Ogni vissuto emotivo è di fatto una miscela di ormoni e neurotrasmettitori immessi nel flusso sanguigno che vengono interpretati dal cervello come evento positivo o negativo. Dolore, stress e preoccupazioni accorciano l’ampiezza e l’efficacia del respiro. Agendo sul respiro possiamo imparare a gestire i nostri stati emotivi ed a contenere il peso della tensione o della depressione e rilassare il corpo in profondità. Questo aiuta l’integrazione psicosomatica.

Nel travaglio le tecniche di respirazione servono a dare ritmo ed energia, sciogliere le tensioni tra le contrazioni ed accompagnare la nascita con l’attivazione sonora dei muscoli.

 

  • MUDRA (gesti energetici): aumentano o riducono la circolazione dell’energia in aree specifiche inducendo modificazioni interne. Fatte con calma e concentrazione producono effetti concreti, potenziati dalla pratica regolare.
  • RILASSAMENTO: permette di assimilare a livello fisiologico i benefici della respirazione e del lavoro muscoloscheletrico; elimina le tensioni di corpo e mente e permette di superare gli impedimenti psicologici originati dall’emotività. Può avvenire in posizioni sedute, stese, di flessione in avanti o anche camminando. Molto utili sono i sostegni (cuscini o coperte) che garantiscano vero abbandono. Il rilassamento è la prerogativa per aumentare la capacità attentiva e la concentrazione (che sfoceranno in meditazione), strumenti fondamentali durante il travaglio e, dopo il parto, aiuta a ritrovare calma ed energia.

I CORSI:
LUNEDI’ ore 18-19 e 19.15-20.15
VENERDI’ ore 11.15-12.15