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Il Disturbo da deficit d’attenzione e iperattività (ADHD) è un disturbo del comportamento caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria che rende difficoltoso, e in alcuni casi impedisce, il normale sviluppo e l’integrazione sociale dei bambini. Si tratta di un disturbo eterogeneo e complesso, multifattoriale, che nel 70-80% dei casi coesiste con uno o più altri disturbi (fenomeno definito comorbilità). la coesistenza di più disturbi aggrava la sintomatologia rendendo complessa sia la diagnosi che la terapia. Quelli più frequentemente associati sono il disturbo oppositivo-provocatorio e i disturbi della condotta, i disturbi specifici dell’apprendimento, i disturbi d’ansia e, con minore frequenza, la depressione, il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo da tic e il disturbo da bipolare.
Esiste una serie di fattori che possono contribuire a far nascere o esacerbare l’ADHD; tra questi ci sono i fattori genetici e le condizioni sociali e fisiche del soggetto.

È dimostrato come l’insegnante riporti difficoltà di gestione e organizzazione delle dinamiche che si sviluppano in classe ed è importante poter condividere e cercare nuove strategie con personale estremamente qualificato.
Il progetto propone incontri di piccolo gruppo con lo specialista che utilizza casi clinici creati ad hoc oppure casi reali portati dagli insegnanti per stimolare il confronto e le nuove strategie operative in campo relazionale.
Il lavoro permette la riscoperta del team work, la condivisione di esperienze o idee e la realizzazione di progetti condivisi.
La metodologia proposta si basa su una breve introduzione da parte del professionista e dalla successiva esposizione e analisi dei casi clinici. Il coordinamento del professionista garantisce che il dibattito sia finalizzato al problem solving e al lavoro di squadra.