Logopedia

Logopedia Kimeya

La logopedia (dalle parole greche logos “discorso” e paideia “educazione”) è una branca della medicina che si occupa della cura, della riabilitazione, dell’educazione, della rieducazione e della prevenzione delle patologie della voce, del linguaggio scritto e orale e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica. Inoltre, si occupa di tutti i disturbi cognitivi che hanno a che fare con la comunicazione, come la memoria e l’apprendimento e dello studio delle funzioni corticali superiori.

La logopedista elabora il bilancio logopedico volto a individuare e superare il bisogno di salute del paziente. Pratica attività terapeutica atta alla rieducazione funzionale delle disabilità comunicative e cognitive utilizzando terapie di abilitazione e riabilitazione della comunicazione e del linguaggio, verbali e non verbali. Il logopedista propone l’utilizzo di ausili, addestra all’uso e ne verifica l’efficacia.

Patologie d'interesse

Disturbo specifico del linguaggio

Difficoltà che riguarda il 5-7% dei bambini in età prescolare e che tende a ridursi nel tempo con un’incidenza dell’1-2% in età scolare. Si manifesta in assenza di altri disturbi cognitivi, sensoriali, relazionali e si esprime attraverso il ritardo nella comparsa delle prime parole, nel mancato o alterato sviluppo dei suoni del linguaggio, del lessico e, nei casi più gravi, anche nelle abilità morfosintattiche e pragmatiche. Spesso questi bambini faticano a raccontare, a farsi capire e a sostenere una conversazione. Il disturbo può cambiare di espressività e interferire con le acquisizioni di lettura e scrittura.
Ci si può rivolgere al logopedista quando si hanno dei dubbi sull’acquisizione del linguaggio e della competenza comunicativa di un bambino. Si tratta di una valutazione che può essere effettuata anche solo per ricevere informazioni sull’evoluzione di queste competenze nell’ambito della normalità. Ciò può permettere di promuovere strategie di interazione atte a potenziare lo sviluppo del linguaggio.

Difetti di pronuncia (Dislasie)

I difetti di pronuncia, o disturbi dell’articolazione, sono normali nel bambino che impara a parlare; ma essi possono persistere anche oltre il periodo dell’apprendimento. I bambini attraversano normalmente un periodo di incoordinazione motoria che ostacola, in modo temporaneo, la pronuncia di certe consonanti, specialmente quelle che richiedono movimenti molto precisi e un canale di efflusso dell’aria estremamente ridotto: S, Z, SC. La correzione avviene spontaneamente tra i 3 e i 5 anni in tutti i bambini che hanno una normale motilità della lingua. Talvolta, i difetti di pronuncia possono persistere anche dopo il periodo dell’apprendimento e persino nell’età adulta. La correzione delle dislasie deve essere fatta tutte le volte che il difetto sia tale da rappresentare una ragione di notevole disagio per chi parla e per chi ascolta. Nella grande maggioranza dei casi è possibile eliminare il difetto totalmente o parzialmente.
La cura dei difetti di pronuncia è naturalmente diversa da un caso all’altro, essendo in rapporto con le cause che l’hanno determinato.

Deglutizione atipica

In collaborazione con l’ortodontista, la logopedista vede il bambino settimanalmente e imposta gli esercizi da fare a casa seguendo la TMF (Terapia Miofunzionale), un programma educativo–rieducativo volto alle alterazioni delle funzioni orali: respirazione, alimentazione (suzione – masticazione – deglutizione), produzione dei suoni del linguaggio, gusto e mimica facciale. Le alterazioni delle funzioni orali, se non curate tempestivamente, possono far insorgere nel soggetto in età evolutiva (periodo della crescita e dello sviluppo) uno squilibrio muscolare orofacciale. I sintomi più frequenti sono dati da :

  • Respirazione orale (a bocca aperta)
  • Deglutizione deviata: problemi di masticazione – deglutizione dei cibi liquidi e/o solidi
  • Alterazioni dell’articolazione verbale fonatoria: la distorsione dei suoni: /s/ di sole, /s/ di rosa, /z/ di tazza, /z/ di zaino in cui la lingua può fuoriuscire o interporsi tra i denti
  • Palato alto e stretto
  • Crescita anormale dei denti (malocclusione)
  • Vizi orali (succhiamento del dito, delle dita, del ciuccio, perdurare dell’alimentazione attraverso la tettarella del biberon)
  • Scarso controllo e coordinazione muscolare orofacciale
  • Anormale postura linguale a “riposo”
  • Difficoltà a mantenere l’attenzione e concentrazione
  • Problemi posturali legati alle alterazioni sopracitate

Rieducazione post-frenulectomia

Per evitare anomale cicatrizzazioni è utile, subito dopo l’intervento di frenulectomia linguale, iniziare tempestivamente il programma rieducativo che vede l’esecuzione di esercizi in ambulatorio e a casa per la durata complessiva di 3 settimane.

Disfonie infantili

La tendenza all’insorgenza di PROBLEMI VOCALI in età sempre più precoce può essere causata da sforzo prolungato e da una scorretta impostazione vocale.
Questo può succedere per diversi motivi

  • Il bambino non ha ancora maturato una chiara idea del proprio schema corporeo e in particolare dell’apparato pneumo-fono-articolatorio
  • Possiede una scarsa capacità nel focalizzare e sostenere la propria attenzione, specie per l’emissione vocale
  • Il bambino non è in grado di guidarsi e correggersi, in quanto non possiede una maturazione sufficiente ad attuare un automonitoraggio della propria emissione vocale
  • Un modello vocale errato viene facilmente imitato dal bambino che non è cosciente degli atteggiamenti vocali scorretti, propri e altrui
  • Il cambiamento di abitudini di vita in ambito sociale, a scuola con il tempo prolungato, nei giochi e nelle attività agonistiche extrascolastiche crea maggiori occasioni di sforzo vocale.

È bene, in questi casi, consultare la logopedista che indicherà il percorso rieducativo più adeguato.

DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento)

La vita scolastica di chi ha un Disturbo Specifico dell’Apprendimento può essere piuttosto difficile, non solo a scuola, ma anche a casa.
L’intervengo logopedico risulta essere fondamentale nel supporto al bambino, nell’affiancamento alla famiglia e nel creare una collaborazione con la scuola.

Counseling genitoriale + percorsi di training e potenziamento degli apprendimenti.