Secondo trimestre di gravidanza: i primi movimenti fetali

Secondo trimestre di gravidanza: i primi movimenti fetali

Secondo trimestre di gravidanza: il bimbo inizia a farsi sentire!

Nel secondo trimestre di gravidanza la donna  inizia ad avere un’esperienza reale del bambino, questo grazie alla percezione dei movimenti fetali che diventano la conferma della sua presenza e ai cambiamenti visibili del corpo che si trasforma.

La percezione del primo movimento fetale è sicuramente uno dei momenti più emozionanti della gravidanza: per la prima volta, la mamma si accorge che davvero c’è una vita dentro di lei, impara a riconoscere i diversi movimenti, spesso conversa con lui usando un tono di voce dolce, ma può anche affettuosamente rimproverarlo se si muove troppo. In questo gioco viene coinvolto, quando è presente, anche il futuro papà.

É in questo periodo che la donna potrebbe sentirsi responsabile sulle ripercussioni che possono esserci sul feto dei propri stati d’animo, soprattutto quelli con valenza negativa come stress, tristezza, angoscia o paura.

In realtà il feto è in grado di attivare adeguati meccanismi di difesa in caso di bisogno, dimostrando che, già nella vita intrauterina, egli ha le potenzialità e le risorse per adattarsi nel migliore dei modi e affrontare i disagi accidentali che provengono dalla madre sia a livello fisico che emotivo durante il periodo di gestazione.

Non solo le madri provano un’infinita serie di sensazioni ed emozioni legate alla gravidanza, alla nascita, alla genitorialità. Anche i padri, in un certo senso aspettano un bambino: tutti gli uomini che intraprendono il cammino verso la paternità, subiscono una profonda trasformazione  psicologica.

L’attesa di un figlio crea spesso disagio emotivo nell’uomo perchè se da una parte conferma la propria mascolinità, dall’altra deve fare appello alle proprie parti femminili, (dolcezza, accoglienza, accudimento) per stare vicino alla moglie.

Nel periodo della gravidanza, infatti, risulta fondamentale l’appoggio che l’uomo dà alla donna; egli ha il compito di  proteggerla e  contenerla emotivamente.

Durante l’attesa, il padre può provare sentimenti di gelosia nei confronti del proprio bambino perché spesso, fin dalle prime fasi della gestazione, la futura mamma si ripiega su se stessa diventando meno accessibile.

All’uomo viene fatta una richiesta contrastante: quella di fare sentire la propria presenza e vicinanza, accettando tuttavia di farsi da parte perché ora le attenzioni di tutti sono focalizzate  sulla madre e sul bambino.

Il compagno nel secondo trimestre di gravidanza della propria donna può avere preoccupazioni verso di lei e il nascituro, sulla loro salute e sul loro benessere e anche timori legati alle nuove responsabilità di padre come ad esempio provvedere al mantenimento economico della nuova famiglia.

La situazione economica che verrà a crearsi con la nascita del loro bambino può preoccuparlo perché si sente chiamato in causa direttamente, infatti nonostante oggi anche la donna si adoperi abbondantemente per contribuire all’economia familiare, il modello maschile rimanda ancora ad un padre che con il suo lavoro deve provvedere ai bisogni della famiglia: la situazione economica attuale estremamente critica e l’incertezza del mondo lavorativo, possono aumentare le  ansie e la paura di essere inadeguato al ruolo.

Nella coppia si parla sempre  più di questo figlio che sta per nascere, spesso si sogna ad occhi aperti, si parla delle aspettative, ma anche dei timori; parlarne insieme è molto importante, il dialogo sincero è alla base di un buon funzionamento della coppia perché aiuta a capirsi, conoscersi e a non sentirsi soli.

Diventare genitori genera gioia ma anche preoccupazione sia per le donne che per gli uomini in quanto  rappresenta, all’interno del ciclo della vita un evento che comporta un grande cambiamento, un importante passaggio generazionale,  un’ assunzione di responsabilità ed è normale che i dubbi e gli interrogativi sulle proprie capacità di  crescere un figlio, sorgano spontanei nei nove mesi d’attesa.

É di fondamentale importanza che la futura madre e il futuro padre, in questo periodo così intenso, non dimentichino di essere prima di tutto una coppia riconoscendo i propri bisogni e avendo cura di soddisfarli includendo anche il piacere della vita sessuale visto che durante la gravidanza spesso viene compromessa.

Può succedere che diminuisca il desiderio da parte della donna per via dei cambiamenti ormonali legati alla gestazione, ma può succedere che anche l’uomo abbia  un calo di desiderio sessuale, legato al cambiamento fisico della sua compagna per cui  la trova meno attraente e anche dalla paura di potere “fare male” al bambino .

Riscoprire la sessualità in gravidanza è molto importante perché  può sicuramente aiutare ad essere maggiormente in sintonia nell’affrontare le difficoltà e i cambiamenti di questo periodo.

All’arrivo del nuovo nato, ma anche nell’attesa, la coppia è chiamata a riorganizzare i tempi e gli spazi fisici della propria vita, l’intimità relazionale della coppia deve fare spazio a una nuova intimità, quella tra genitori e bambino : la nascita sarà un vero e proprio test per verificare la solidità del rapporto.

Se i due partner sapranno accettare e fare coesistere due forme d’amore così intense e così diverse, l’arrivo di un figlio sarà un evento che arricchirà  il rapporto di coppia.

Tratto da: Guida all’arrivo del primo figlio
Autrice: Dott.ssa Enrica Maffi
Collana Kimeya