Mi preoccupo per il mio bambino: perché non parla?

Mi preoccupo per il mio bambino: perché non parla?

Il mio bambino ha due anni ma non parla… è troppo presto per preoccuparsi?

Sul tema del linguaggio del nostro piccolo ci possiamo affidare a suggerimenti e opinioni di parenti, amici o addirittura a ricerche su internet, ma come in tanti altri ambiti è alla ricerca clinica che dobbiamo rivolgerci per trovare risposte sicure ai nostri dubbi.

Esistono segnali che funzionano da campanelli d’allarme di un possibile disturbo del linguaggio ad esempio se il bambino entro i 24 mesi presenta un vocabolario inferiore alle 50 parole, oppure se non riesce ad accostare due parole consecutive entro i 30 mesi. Tuttavia è anche vero che le differenze individuali tra i bambini di questa fascia di età sono notevoli e che esiste anche una categoria di bambini definita Late Bloomers (bambini che sbocciano tardi), in cui si osserva un recupero del ritardo di linguaggio intorno ai 3 anni di età.

I genitori disorientati e preoccupati possono rivolgersi in questi casi ad un logopedista, figura professionale specializzata nell’ambito della comunicazione e del linguaggio: tramite consulenza logopedica si potrà analizzare la presenza o meno di fattori di rischio e ottenere un inquadramento generale del contesto comunicativo e linguistico in cui il piccolo è inserito.

A seconda della situazione specifica il logopedista supporterà la famiglia con informazioni e consigli utili alla promozione del linguaggio del bambino, attiverà un percorso di monitoraggio dello sviluppo linguistico o indirizzerà i genitori verso approfondimenti e valutazioni più specifiche come ad esempio l’esame del linguaggio, in modo da ottenere dati più concreti e decidere insieme se e quale percorso intraprendere.

Dott.ssa Cinzia Pullini – logopedista