DECALOGO dei diritti naturali dei bambini

Gianfranco Zavalloni è stato per 16 anni maestro di scuola dell’infanzia e oggi ne fa parte in veste di dirigente didattico.

Ha scritto questo manifesto sui “diritti naturali” dell’infanzia 15 anni or sono, un documento che a tutt’oggi ha un elevato valore ma soprattutto validità per tutte quelle realtà educative che ancora credono nell’importanza della vita all’aria aperta e del contatto con la natura per i bambini.

1. Il diritto all’ozio a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti

Ci riporta alla necessità di uscire dall’abitudine di questi ultimi decenni di prevedere, programmare e organizzare ogni cosa, di produrre, di essere sempre efficienti. Il diritto all’ozio ci parla anche dell’importanza della libera iniziativa del bambino che non deve fare sempre riferimento all’adulto per sapere come muoversi e cosa fare. Ma ozio è anche potere stare seduti, senza fare apparentemente niente. Nell’ozio c’è un non fare che è solo esteriore: in realtà i sensi sono desti e percepiscono l’ambiente, la coscienza i movimenti interiori, e, come conferma oggi la teoria dei neuroni specchio, con la sola osservazione spesso siamo impegnati in attività talmente coinvolgenti che si attivano tutte quelle parti del cervello che si attiverebbero se compissimo noi stessi quei gesti o movimenti che osserviamo.

2. Il diritto a sporcarsi a giocare con la sabbia, la terra, l’erba, le foglie, l’acqua, i sassi, i rametti

Un diritto senza il quale non si potrà mai entrare veramente in contatto con la natura, senza il quale non ci si potrà mai sentire completamente liberi. Le mani e i vestiti si possono lavare e ricomprare, mentre l’opportunità di giocare liberamente nella natura quando si è bambini capita un’unica volta nella vita.

3. Il diritto agli odori a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura

Ci parla dell’olfatto, un senso importantissimo sin dalla nascita, come ci dimostra la capacità dei lattanti di pochi giorni di riconoscere l’odore del latte della propria madre. L’olfatto è uno dei sensi più primitivi e l’uomo è molto influenzabile dagli odori che sono una sorta di messaggio nella relazione tra persone, un mezzo di comunicazione non verbale in grado di risvegliare nell’altro sentimenti di antipatia, simpatia, o interesse. L’olfatto, inoltre è in genere considerato il senso più legato alla memoria, capace di poter rievocare, sensazioni, emozioni, esperienze vissute anche nell’infanzia.

4. II diritto al dialogo ad ascoltatore e poter prendere la parola, interloquire e dialogare

Ci riporta alla centralità del senso del sé verbale e dell’io narrativo che, per le infinite capacità espressive e generative del linguaggio stesso, consente di aumentare enormemente i modi possibili di entrare in relazione con gli altri e con l’ambiente. Rimanda al periodo sensitivo del linguaggio di Maria Montessori, alla mente narrativa di Bruner, a Chomsky e a Vigoskij, autori che al linguaggio hanno dedicato grande parte dei loro studi.

5. Il diritto all’uso delle mani a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare, plasmare la creta, legare corde, accendere un fuoco

Potrebbe essere considerato il diritto centrale delle pedagogie attive e delle scuole nuove che hanno da sempre sottolineato l’importanza del learning by doing di Dewey, dell’imparare facendo. Ma l’uso delle mani è anche il primo passo per lo sviluppo del pensiero: il bambino piccolo pensa con le mani. Secondo Montessori la mano è “l’organo dell’intelligenza”, è lo strumento che aiuta la mente a conoscere, a comprendere l’ambiente e solamente se il bambino usa le mani potrà sviluppare completamente la sua intelligenza e avere un carattere equilibrato.

6. Il diritto al buon inizio a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura

Il diritto ad una alimentazione sana. Spesso nelle scuole si presta attenzione alla dieta dei bambini solo nella direzione di un corretto bilanciamento degli alimenti, molta meno nella scelta della provenienza dei cibi. Oggi però si sta assistendo a una graduale sensibilizzazione nei confronti di un’alimentazione sana, che utilizzi prodotti da coltivazione biologica, possibilmente locali e che privilegi il consumo di frutta e verdura di stagione.

7. Il diritto alla strada a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade

A poter vivere in una città a misura di bambino. Le difficoltà dei bambini di oggi a utilizzare spazi urbani per il gioco e la socialità non possono passare inosservate. L’edilizia urbana è avanzata a discapito di un verde pubblico che si è ridotto sempre di più; è scomparsa la vita di borgo e di quartiere; la circolazione delle automobili è aumentata a dismisura. Nel 1991 è nato un progetto internazionale del Consiglio nazionale delle ricerche e dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione con lo scopo di creare una nuova filosofia di governo della città assumendo i bambini come parametri e come garanti delle necessità di tutti i cittadini.

8. Il diritto al selvaggio a costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi

A giocare nella e con la natura e ad avere occasioni, tempi e spazi per farlo. È il diritto fondamentale che giustifica il pensiero dei pedagogisti fin qui trattati, le proposte educative che seguiranno, nonché tutto questo lavoro di tesi.

9. Il diritto al silenzio ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua

Riconosce un bisogno profondo che appartiene non solo all’adulto ma anche al bambino. È un bisogno purtroppo spesso negato a causa del rumore delle grandi città, della televisione sempre accesa negli appartamenti e della confusione che spesso si avverte nelle scuole le cui aule sono male insonorizzate. Il diritto al silenzio è un diritto alla quiete, ma è anche un diritto all’ascolto profondo di ciò che ci circonda.

10. Il diritto alle sfumature a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle

A essere partecipi del corso della natura e delle trasformazioni che l’accompagnano. Gli ambienti domestici sono caratterizzati da una certa fissità, al contrario della natura che muta continuamente. Solo stando nella natura nel corso di tutto l’anno, in diversi momenti della giornata, esplorando ambienti differenti, si può godere del susseguirsi dei grandi e piccoli cambiamenti che sfumano uno nell’altro.

La natura ha migliaia di colori, e noi ci siamo messi in testa di ridurne la scala solo ad una ventina (Hermann Hess)

guarda le puntateIl team di Alimenta La Mente vuole condividere questo decalogo in primis con tutti i bambini, gli insegnanti, i genitori e tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione del nostro progetto e che ci auguriamo continueranno a CREDERE e PROMUOVERE una sana e nutriente alimentazione come corretto stile di vita.

Un ringraziamento ai nostri professionisti e consulenti (Sara Biondi – dietista, Caterina Magrino – dietista, Marcella Ortali – pedagogista e psicomotricista, Cinzia Pullini – logopedista), allo staff organizzativo (Simona Lops – coordinamento progetto e volto tv, Claudio e Tommaso Furi – tecnici audio/video) e a tutte le aziende partner che con passione, dedizione, competenza e sostegno hanno reso possibile il trasformare un’idea in realtà.

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Un nuovo progetto di NUTRIZIONE PEDIATRICA è in partenza!!!

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