Il mio bimbo balbetta

La balbuzie (detta anche disfluenza), che si manifesta con esitazione, interruzione o frammentazione nella parola, è un disturbo che si presenta a partire dall’età evolutiva.

Circa il 5% dei bambini attraversa un periodo di disfluenza che può durare fino ad alcuni mesi e che fa parte del normale sviluppo linguistico, in questi casi si parla di disfluenza fisiologica.

La comparsa di balbuzie al di sotto dei tre anni coincide con l’aumento della complessità del linguaggio del piccolo che, desideroso di esprimersi e di esternare il proprio mondo interiore, non ha ancora raggiunto un’adeguata maturità motoria e articolatoria. Ecco allora che compaiono le ripetizioni di sillabe, suoni o paroline, specialmente all’inizio delle frasi; sono possibili anche occasionali pause ed esitazioni del discorso o l’utilizzo di suoni che possiamo definire riempitivi come “uh” o “mhm”.

Le disfluenze possono presentarsi in ogni momento della giornata e aumentare quando il bambino è stanco, eccitato, agitato oppure quando ha fretta di parlare, ma nella maggior parte dei casi hanno una naturale evoluzione positiva!

Si suggerisce in ogni caso ai genitori di rivolgersi al logopedista per:

  • CHIARIRE la natura del disturbo
  • CONOSCERE le regole principali da rispettare per un corretto stile comunicativo che supporti il bambino e allievi il disturbo
  • EVITARE non corretti atteggiamenti ideativi, emotivi e comportamentali che possono essere messi in atto involontariamente di fronte alle difficoltà del piccolo, peggiorando il disturbo
  • ESSERE RASSICURATI che tali disfunzioni sono simili agli errori tipici di quando impariamo a fare qualcosa di nuovo, come camminare, andare in bicicletta o scrivere
  • VERIFICARE se la disfluenza è marcatamente atipica, con ripetizioni più frequenti e di maggior durata di sillabe o parole, prolungamenti di suoni, sincinesie associate all’eloquio (ad es. stringere le palpebre, tendere la bocca o l’area periorale)
  • INDAGARE se il bambino è consapevole delle proprie difficoltà e preoccupato rispetto ad essa tanto da sentirsi imbarazzato o frustrato

  • VALUTARE la presenza di altri elementi prognostici sfavorevoli come la familiarità, l’età di insorgenza, il tempo intercorso dall’insorgenza e l’andamento della disfluenza, il sesso di appartenenza (la maggioranza delle persone affette da balbuzie persistente è di sesso maschile con un rapporto maschi e femmine di 3 a 1) oppure altri disordini della parola e del linguaggio

Per eventuali consulti e visite personalizzate, potete contattare la nostra logopedista, d.ssa Cinzia Pullini, esperta di laboratori di terapia-gioco adatti anche ai bambini più piccoli!

T 0547 610084 – info@kimeya.it

 

Bibliografia:

Guitar, B. e Conture, E. G. (2003). The child who stutters: to the pediatrician. Stuttering Foundation of America, Publication n. 0023

Yairi, E. & Ambrose, N. (2013). Epidemiology of stuttering: 21st century advances, Journal of Fluency Disorders 38, 66-87

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