Sportello logopedico: domande e risposte

Lo sportello logopedico nasce come momento e luogo di incontro per approfondire e chiarire ogni dubbio che riguarda il linguaggio e le capacità espressive dei bambini e degli adulti: disfluenze, abitudini non corrette, sviluppo del linguaggio infantile parlato e scritto, le prime parole, comprensione (ascolto) e produzione (lettura), forme comunicative, balbuzie, articolazione verbale fonatoria, terapia miofunzionale, supporto della terapia ortodontica… e tanto di più!

Ecco alcuni quesiti che la nostra logopedista, dott.ssa Cinzia Pullini, ha raccolto per noi.

Se il bambino indica qualcosa che desidera, va bene fingere di non capire per stimolare la produzione della parola?

Assolutamente no, perché se il bambino è entrato nella stanza e ha indicato qualcosa, quella INDICAZIONE rappresenta una richiesta e una modalità di comunicarci qualcosa che dobbiamo assolutamente accogliere. Piuttosto, possiamo verbalizzare noi stessi la richiesta del bambino così da dargli conferma dell’avvenuta comprensione del suo messaggio, seppure gestuale, e dargli al contempo il modello corretto in produzione.

A volte quando la mia bambina balbetta, l’aiuto a finire la parola o la frase che non riesce a produrre per evitare che si senta frustrata.

Per un corretto stile comunicativo, occorre sempre rispettare i turni di conversazione: anche di fronte ad eventuali disfluenze, dobbiamo aspettare che il bambino termini il SUO turno senza interromperlo, rispettando così il suo momento prima di prendere la parola.

Il mio bambino ha tre anni, è troppo presto per la logopedia?

La logopedia si occupa di comunicazione e non esiste nessun bambino non pronto a comunicare. Chiaramente, spetta al terapista adattarsi e adattare le sue conoscenze al bambino, individuare i suoi interessi e assecondarli per mantenere alta la motivazione durante il percorso, senza perdere di vista gli obiettivi che si è prefissato ma restando sempre pronto a modificarli in qualsiasi momento sulla base delle risposte del piccolo.

Alla sera la mia bambina di tre anni vuole ancora il biberon… lo dovrei togliere?

Le strutture oro-facciali del bambino sono estremamente plastiche. Di conseguenza, tutto ciò che viene introdotto in bocca costringe la cavità orale del piccolo a modellarsi intorno ad esso, che sia la tettarella del biberon, il succhiotto o peggio ancora il dito. Questo modellamento della bocca potrà poi influire sulla produzione dei suoni, ecco perché questi ausili andrebbero eliminati il prima possibile e gradualmente.

Quanto potrà durare un trattamento logopedico?

Dipende dalla problematica presentata dal bambino, dalla sua motivazione, dagli obiettivi a breve, medio e lungo termine che si sono individuati e sono stati condivisi con i genitori, oltre che dalla collaborazione di tutte le figure che ruotano intorno a lui, siano esse il logopedista, la famiglia, le insegnanti di scuola, …

Sicuramente ci sono casi in cui il trattamento dovrà essere più continuativo, con pause tra un ciclo e l’altro, altri casi invece in cui un singolo ciclo è sufficiente per stabilizzare gli obiettivi raggiunti.

Primo colloquio GRATUITO con la dott.ssa Cinzia Pullini

Per consulti e valutazioni: T 0547 610024 – info@kimeya.it

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