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INFEZIONE DA COVID-19 E LE PATOLOGIE CARDIOLOGICHE, UN BINOMIO PERICOLOSO CHE DEVE ESSERE EVITATO !

Approfondiamo con il nostro specialista cardiologo Dr. A. Antonopoulos che cos’è il Coronavirus e quale correlazione può essere presente con il cuore! Comprendiamo insieme le semplici regole di prevenzione e le buone pratiche per stare in salute!

“I coronavirus (CoV) sono un’ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, dal comune raffreddore a sindromi respiratorie come la MERS (sindrome respiratoria mediorientale) e la SARS (sindrome respiratoria acuta grave). Sono chiamati così per le punte a forma di corona che sono presenti sulla loro superficie.
I coronavirus sono comuni in molte specie animali (come i cammelli e i pipistrelli) ma in alcuni casi, se pur raramente, possono evolversi e infettare l’uomo per poi diffondersi nella popolazione. Il virus responsabile dell’epidemia attuale, che ha interessato inizialmente alcune province della Cina, e ora anche l’Italia e il resto del globo, è un nuovo ceppo di coronavirus mai identificato in precedenza nell’uomo.
Il 12 febbraio 2020 l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha identificato il nome definitivo della malattia in COVID-19 e, nello stesso giorno, la Commissione internazionale per la tassonomia dei virus (International Committee on Taxonomy of Viruses – ICTV) ha assegnato il nome definitivo al virus che causa la malattia: SARS-CoV2, sottolineando che si tratta di un virus simile a quello della SARS.
Da studi ormai diffusi in tutto il mondo, i soggetti più esposti a un’infezione da COVID 19 sono i portatori di malattie cardiovascolari. Il coronavirus, così come il virus dell’influenza, presenta infatti uno specifico tropismo (attrazione) per le cellule dell’apparato respiratorio e quindi può influenzare, anche attraverso la risposta infiammatoria che induce, il normale afflusso di sangue ossigenato al cuore. L’infiammazione, fondamentale per l’organismo che deve reagire al virus, infatti, induce una serie di fenomeni che in qualche modo si rivelano nocivi per il cuore: prima di tutto la tachicardia, visto che la febbre fa aumentare la frequenza del battito cardiaco, e quindi l’aumentata richiesta di ossigeno da parte del cuore. Simultaneamente, concomitante alla carenza di ossigeno, il rilascio di citochine (sostanze che vengono rilasciate durante l’infiammazione) e l’eccessiva risposta del sistema nervoso simpatico ed il conseguente “stress” che si riflette anche sulla muscolatura delle arterie. Il risultato finale è semplice: se è presente una placca lungo un’arteria coronarica, questa può rompersi. Le sostanze che la compongono, principalmente molecole lipidiche, si liberano e richiamano altri elementi del sangue come le piastrine che cercano di rimarginare la “ferita” sulla parete arteriosa portando però ad una trombosi, con occlusione dell’arteria coronarica e la conseguente comparsa di ischemia acuta e/o infarto. Ed è per questo che nella letteratura scientifica si riportano casi di malati che, seppur prima sani, proprio per l’attacco del virus manifestano al loro arrivo al pronto soccorso dolore retrosternale, affanno, affaticamento. Come se non bastasse, a volte il virus potrebbe trovare spazio per replicarsi anche in “territori” diversi, fuori dall’apparato respiratorio come per esempio il miocardio. Se ciò accade si può verificare una miocardite, ovvero un’infiammazione del tessuto miocardico con conseguente insorgenza di scompenso cardiaco e la presenza di aritmie minacciose. Questa condizione, in alcuni casi, potrebbe quindi essere legata direttamente al Sars2-CoV-19, come del resto era già stato osservato dopo infezione da virus “cugini” dell’attuale, come quelli responsabili di SARS e MERS.”

Dall’esperienza italiana fino ad oggi sono state stilate alcune misure importanti di prevenzione.
In sintesi, possono essere presentate come segue:

  1. PRATICARE ATTIVITÀ FISICA ALL’INTERNO DELLA PROPRIA ABITAZIONE
    Almeno due volte al giorno, e per una quindicina di minuti, è benefico abbandonare la poltrona e camminare senza fermarsi, percorrendo le varie stanze avanti e indietro. In questo modo è possibile prevenire le trombosi nelle vene degli arti inferiori, e eventuali successive embolie, che in corso di infezione virale sono ancora più frequenti.
  2. MANGIARE LEGGERO E IDRATARSI BENE
    È consigliato assumere liberamente bevande non zuccherate (cautela solo nei pazienti che sanno di soffrire di scompenso cardiaco e che comunque sono già stati istruiti in questa direzione)
  3. CONTROLLARE OGNI MATTINA IL PESO CORPOREO
    È necessario evitare che aumenti, e in caso di eccesso ponderale, si consiglia di attuare un regime dietetico per raggiungere il proprio peso forma. Chi è affetto da scompenso cardiaco qualora notasse un incremento di peso non giustificato, lo deve comunicare subito al proprio medico per valutare l’ottimizzazione della terapia.
  4. ASSUMERE I PROPRI FARMACI
    Assumere tutti i farmaci previsti e non sospendere MAI l’assunzione delle altre terapie in atto (con antiaggreganti, anticoagulanti, antiaritmici, statine, ipoglicemizzanti), salvo su consiglio del cardiologo e per ragioni ben documentate.
  5. MISURARE LA PRESSIONE 1-2 VOLTE AL GIORNO
    In caso di abbassamento eccessivo (sotto i 100 millimetri di mercurio di massima, per esempio), a seguito di senso di stanchezza, capogiro, accenno allo svenimento per effetto della febbre oppure del riposo o della dieta, è consigliato ridurre i farmaci ipotensivi assunti, solo dopo aver consultato il proprio medico.
  6. PORRE ATTENZIONE AI SINTOMI CARDIACI CLASSICI
    Esempi: dolore o oppressione toracica, irregolarità marcata del battito cardiaco, difficoltà a respirare, capogiri intensi o svenimenti. In caso di sintomi, soprattutto se improvvisi o intensi, contattare immediatamente il 112 o 118.
  7. Si rammenta che in caso di urgenza e emergenza è indispensabile giungere in ospedale, per una visita o un ricovero urgente, sapendo che esistono canali d’accesso differenziati da quelli per i pazienti Covid senza correre il rischio d’esporsi al contagio.
  8. In caso di rialzo febbrile assumere preferibilmente il paracetamolo che non interferisce con i farmaci cardiologici e informare immediatamente il medico.
  9. Se si va in ospedale per una visita urgente ricordare SEMPRE di portare tutta la documentazione relativa alla propria patologia cardiaca.
  10. COMBATTERE LA DEPRESSIONE
    Essa è un importante fattore di rischio cardiovascolare! Per arginare questa situazione, si consiglia di trovare vie alternative come leggere un libro o guardare un film (lontano però da notizie negative) per alimentare la consapevolezza che il momento difficile che stiamo vivendo si concluderà e si tornerà alla normalità.

 

Queste sono le indicazioni dell’esperto kimeya, il Dr. A. Antonopoulos, specialista in cardiologia.

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