Malattie neurodegenerative: facciamo pulizia!

Malattie neurodegenerative: facciamo pulizia!

Le malattie neurodegenerative costituiscono un insieme di patologie caratterizzate da una progressiva perdita di cellule neuronali in determinate aree del cervello. Le patologie rientranti in questo gruppo sono diverse e tra le più comuni ricordiamo: il morbo di Parkinson, la demenza di Alzheimer, la sclerosi laterale amiotrofica.

Nello sviluppo delle malattie neurodegenerative c’è il coinvolgimento di più fattori, che concorrono l’uno con l’altro nel dare origine alla patologia. Fra questi fattori, spiccano certamente quelli di origine genetica ed ereditaria, ma non sono da sottovalutare quelli di tipo ambientale.

Infatti, le nostre scelte quotidiane, lo stile di vita che decidiamo di seguire, gli stimoli esterni, possono giocare un ruolo importantissimo nella manifestazione della malattia.

Come ci si ritrova “sepolti in casa” ?

Per spiegare meglio la dinamica che porta alla manifestazione delle malattie abbiamo deciso di ricorrere a una metafora secondo noi particolarmente utile. Come si si ritrova “sepolti in casa”?

Un’insieme di abitudini, nessuna particolarmente sbagliata, ciascuna con una pronta giustificazione. Troppi acquisti, poco tempo per riordinare, innumerevoli impegni fuori casa…un vortice che gradualmente ma inesorabilmente ci porta verso il punto di non ritorno oltre il quale ci ritroviamo sommersi da cose inutili, che sembrano spuntare come funghi da ogni cassetto, ripiano, armadio: un caos ingestibile, che limita e mortifica il quotidiano.

Al nostro cervello, può succedere la stessa cosa!

Al nostro cervello può succedere esattamente la stessa identica cosa. Dopo anni di accumulo rifiuti, può ritrovarsi sommerso in un caos impossibile da gestire. Naturalmente non parliamo di calzini abbandonati sotto il letto o di vecchie riviste accatastate su mensole pericolanti. Parliamo di tante abitudini, che sul momento non ci sembrano particolarmente sbagliate ma che nel lungo periodo però possono creare gravi danni.

Come abbiamo già detto all’insorgenza di patologie neurodegenerative prendono parte fattori genetici e ambientali. Genetici, poiché la presenza della proteina ApoE-4 , rispetto alla variante ApoE-2, aumenta il rischio di comparsa precoce delle forme di Alzheimer sporadico, mentre alti livelli di presenilina 1 e 2 si associano alle forme su base ereditaria. Tuttavia, non possiamo nasconderci dietro ad uno o più geni!

Numerosi studi dimostrano infatti che un ambiente ricco di stimoli ed una dieta corretta, ricca per esempio di antocianine (che si trovano in abbondanza negli squisiti frutti di bosco), agiscono stimolando i fattori di crescita neuronale.

Gli spazzini del cervello

A livello neuropatologico, sia nella malattia di Alzheimer sia nella malattia di Parkinson, si riscontra la presenza di Corpi di Lewy, ovvero agglomerati di alfa sinucleina che alcuni studi correlano con una disfunzione delle cellule della microglia.

Chi sono le cellule della microglia? Sono gli spazzini del cervello, che tentano invano di ripulire la montagna di rifiuti da smaltire, ma senza riuscirci ed innescando anzi quel circolo vizioso di infiammazione cronica che predispone all’atrofia corticale.

L’unico modo per riuscire ad aiutare gli spazzini del nostro cervello è quello di mantenere il nostro cervello il più attivo possibile. Attraverso la lettura, l’ascolto, la scrittura e l’interazione con gli altri. Mantenendo il cervello attivo riusciremo a produrre una maggiore quantità di cellule della microglia e a semplificarne il lavoro. Perché con maggiori spazzini in azioni, sarà più semplice evitare l’accumulo di immondizia nel nostro cervello! 

 

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