Quando andare dal logopedista?

Quando andare dal logopedista?

Forse la cosa più difficile per un genitore è capire quando rivolgersi a uno specialista, e in particolare, quando andare dal logopedista.

Innanzitutto, partiamo dal presupposto che, in linea generale, non bisogna necessariamente aspettare che si manifesti un problema per rivolgersi ad uno specialista. Infatti, è comunque utile fare visite e controlli a scopo preventivo, per poter monitorare la situazione.

Per quanto riguarda la logopedia possiamo dire che il logopedista è coinvolto in tutte le fasi di apprendimento dello sviluppo del linguaggio e dell’apprendimento. Sin da quando c’è la lallazione è possibile contattare il logopedista per conoscere e comprendere come è possibile assistere e potenziare lo sviluppo del linguaggio del il proprio figlio. 

È sempre possibile confrontarsi con il logopedista per comprendere se lo sviluppo del linguaggio è in linea con l’età, ma è bene ricordare che ci sono delle tappe di sviluppo che sono dei “campanelli d’allarme” che ci potrebbero aiutare nel contattarlo tempestivamente. 

Alcuni campanelli d’allarme

Di seguito vi abbiamo lasciato una lista di segnali a cui fare attenzione, sia in riferimento ai primi anni di vita che all’età scolare.

  • Attorno ai 5-6 mesi è importante che il bambino reagisca al proprio nome quando chiamato;
  • Le primissime parole devono essere pronunciate attorno ai 12 mesi di età;
  • È importante che ai 2 anni il bambino abbia cominciato a parlare e che usi almeno 50 parole;
  • Dai 3 anni anche le persone non appartenenti al nucleo famigliare lo capiscono senza problemi;
  • La pronuncia delle “lettere” deve essere corretta, anche all’interno delle parole;
  • Costruire frasi di almeno due parole intorno ai 2 anni;
  • Buona coordinazione motoria: il bambino scrive e disegna con una buona presa della matita;
  • L’utilizzo di ciuccio e biberon deve essere interrotto attorno ai 24 mesi;
  • Alla scuola primaria scrive e legge correttamente senza errori;
  • I calcoli matematici sono eseguiti senza problemi;
  • Non si riscontrano difficoltà nello studio delle tabelline
  • Il bambino riesce ad imparare a memoria;
  • Piccole difficoltà a socializzare e/o aggressività;
  • Difficoltà a star seduto o fermo;
  • Alla primaria il bambino fa uso di frasi corte, omettendo parti importanti della frase, o con frasi che risultano sgrammaticate.

 

In generale, è consigliabile intercettare il prima possibile una difficoltà. Infatti, quanto prima possibile abbiamo una diagnosi quanto migliore è la prognosi! Nei bambini al di sotto dei 3 anni la plasticità neuronale è molto superiore rispetto ad età maggiori. Per questo motivo è possibile ottenere maggiori effetti, e miglioramenti, sullo sviluppo del bambino rispetto ad un’azione svolta ad esempio in adolescenza.