Come gestire il ritorno alla routine tra scuola e lavoro?

Come gestire il ritorno alla routine tra scuola e lavoro?

Manca davvero poco al rientro a scuola. A breve suonerà di nuovo la campanella, ripartirà il solito tram tram lavorativo e tutta la routine invernale che ci divide tra scuola e lavoro. In questo momento, ci si può sentire un po’ tesi, un po’ sotto stress al rientro dalle vacanze ed un po’ in pensiero su come, e quando, organizzare tutte le cose da fare.

Suggerimenti strategici per menti strategiche

Ecco alcuni piccoli accorgimenti che possono rendere il ritorno alla routine scolastica e lavorativa meno traumatico, più funzionale e perché no, più piacevole! La Dott.ssa Kalina Koleva – Psicoterapeuta specializzata in Terapia Breve Strategica, ci propone alcune tecniche per sbloccare particolari situazioni emotive, e comportamentali, per affrontare un cambiamento o per risolvere un problema che ci crea stress, ansia e disagio.

Ecco quindi cosa suggerisce il self-help strategico, un metodo per riuscire a non subire la realtà che stiamo vivendo ma gestirla in un modo funzionale ed efficace.

Ricordi in cornice

Quando ci accingiamo a riprendere le nostre routine, dopo un periodo di riposo incorniciare i ricordi potrebbe rivelarsi una buona tecnica per gestire positivamente le memorie del periodo appena trascorso.

Il suggerimento è quello di immaginare di costruirsi nella propria mente una galleria con alcuni quadri, ognuno con un’immagine importante della nostra estate (delle nostre vacanze). Tra questi quadri ce ne potrà essere qualcuno che riguarderemo con uno stato d’animo di tristezza o di dispiacere. Ma anche in quello dovremmo cercare di trovare qualche dettaglio o aspetto che ci provochi anche sensazioni positive. Una volta costruita nella nostra mente la “Galleria della nostra estate”, contenente ricordi piacevoli e non, ma ognuno con un’immagine che provochi sensazioni gradevoli, potremmo andare a visitarla tutte le volte che vogliamo.

Grazie a questo processo autosuggestivo noi possiamo trasformare, orientando in una direzione positiva, l’effetto dei ricordi sul nostro stato d’animo presente. E questo può avere un effetto benefico anche sul nostro sentire riguardo il futuro, e quindi i prossimi passi da fare nel rientro alla routine scolastica e di lavoro potremmo compierli con meno paura e con più fiducia e serenità.

Scalatore di montagna

Quando si sta per riprendere una routine, e si hanno in mente tante cose da fare, oppure quando si sta per incominciare un percorso nuovo e non si sa bene da dove partire, allora la Tecnica dello Scalatore potrebbe fare al caso nostro.

Questa prende il nome da ciò che fanno le guide alpine esperte per progettare la scalata di una montagna. Esse, per studiare il percorso da fare, iniziano dalla vetta e procedono a ritroso fino ad arrivare alla base della montagna. Quindi, il suggerimento è proprio quello di partire dall’obbiettivo da raggiungere e immaginare lo stadio subito precedente, poi lo stadio precedente ancora, sino ad arrivare al punto di partenza. Il percorso così viene diviso in diversi step e l’obbiettivo finale viene frazionato in una serie di micro obiettivi.

Scenario post-tempesta

Quando qualcosa ci preoccupa, ci stressa ed è legato ad un cambiamento che stiamo per vivere, allora potrebbe essere molto utile spostare la nostra attenzione dal presente “problematico” ad un futuro senza il problema.

Concretamente, ci si può immaginare in situazioni al di là del problema del presente. Un’altra variante di questa tecnica è quella che Steve de Shazer propone come la cosiddetta “Fantasia del miracolo” che recita proprio: “immagina di svegliarti domani mattina, nella notte è avvenuto un miracolo e il tuo problema è svanito; da che cosa te ne accorgeresti? Cosa ti verrebbe da fare?”.

Provoca un effetto fortemente suggestivo del genere di una profezia che si lancia e poi si realizza, dunque se immaginiamo la possibilità di un cambiamento miracoloso, apriamo le aspettative in questa direzione. Non ultimo, si verifica anche un rilascio della tensione presente.

Chiamare i fantasmi

Quando si avvicina un evento che temiamo o per il quale ci sentiamo impreparati, come l’inizio di un percorso di studio o di lavoro nuovo, aumenta la preoccupazione nel pensare di affrontarlo, cresce il livello di stress e di ansia. Allora la cosa più naturale che ci viene da fare è cercare di non pensarci, di posticipare quel pensiero o provare a razionalizzare la nostra paura (tentare di convincersi che non è niente). Però il tentativo di razionalizzare una sofferenza emotiva è un po’ come “buttare fuori dalla porta qualcosa che poi rientra dalla finestra” (Nardone in Psicolosuzioni).  Il cercare di non pensare a qualcosa è il modo più efficace per pensarla ancora di più!

La tecnica del self-help strategico più adatta a queste situazioni è dedicare alle paure che più ci tormentano, e ci fanno soffrire, uno spazio giornaliero pianificato nei tempi e nei modi. È come se andassimo a chiamare volontariamente i fantasmi che ci spaventano per poi farli svanire appena questi si presentano. Finché scappiamo i fantasmi ci rincorrono, se ci fermiamo e li guardiamo in faccia, i fantasmi non ci inseguono più. La paura guardata in faccia smette di essere paura e diventa coraggio.

Storcere per raddrizzare

Se si desidera sbloccare qualche situazione emotiva che ostacola il nostro benessere, ma anche quando si è spaventati di fronte a delle novità, allora il passo da fare è domandarsi: “Cosa posso fare o pensare per far andare peggio le cose che mi mettono in difficoltà?”

Gli effetti di questo esercizio sono sorprendenti, in quanto in alcuni casi si diventa molto più consapevoli di ciò che può far andare male le cose e spontaneamente si è portati ad evitare di farlo. In altri casi le risposte che vengono in mente sono invece proprio quelle che possono risolvere i problemi e farci vedere le nostre difficoltà e le possibili soluzioni da punti di vista mai contemplati fino ad ora.

Quindi… siete pronti a ripartire? Speriamo che in questi consigli di self-help strategico possiate trovare il vostro metodo di rientro a scuola e a lavoro.

“Voi siete gli artefici della vostra condizione passata, presente e futura…” (Budda Sakyamuni)

 

BIBLIOGRAFIA:
Nardone G. (2006) “Psicosoluzioni. Risolvere rapidamente complicati problemi umani”. Milano – BUR.
Nardone G. (2007) “Non c’è notte che non vede il giorno. La terapia in tempi brevi per gli attacchi di panico”. Milano – TEA.
Nardone G. (2019) “Emozioni: istruzioni per l’uso”. Milano – Ponte alle grazie.