Osteoporosi e attività motoria

Quando si parla di osteoporosi, si intende una malattia sistemica, cronica, progressiva che determina una diminuzione della densità ossea con aumentato rischio di fratture.
All’origine di questa patologia, e della maggiore fragilità delle ossa, ci sono il deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo e la conseguente riduzione della sua massa minerale (o densità minerale ossea).
La letteratura scientifica ha dimostrato l’importanza di un protocollo preventivo di movimento, e non solo, nei confronti dell’osteoporosi. L’attività motoria preventiva e adattata (AMPA) è infatti utile nei 3 tempi della prevenzione della malattia osteoporotica:

  • prevenzione primaria per ridurre l’incidenza
  • prevenzione secondaria per evitare l’evolutività patologica negativa (fratture)
  • prevenzione terziaria per facilitare il recupero e ridurre l’invalidità limitando così anche la perdita di autonomia e contribuendo a migliorare la qualità della vita.
Attività Motoria Preventiva e Adattata
Nella pratica, quale attività o esercizio fisico è consigliato?

Sicuramente l’attività dinamica è più efficace dell’attività statica. L’attività dinamica, oltre a produrre stress osteogenico intermittente sull’osso, aumenta la secrezione ritmica di ormoni anabolici che favoriscono la risposta di adattamento dell’osso stesso. È bene sottolineare che la soglia di stimolazione osteogenica deriva dal prodotto tra la frequenza dell’esercizio e la sua intensità. Un’attività motoria condotta in condizioni di carico porta i più importanti benefici poichè la sollecitazione meccanica è più intensa. Inoltre, la risposta dello scheletro all’esercizio fisico è maggiore in quel distretto in cui viene esercitato lo stress meccanico.

Cosa fare:
  • Camminata sostenuta per 15-20 minuti per 3-4 volte alla settimana;
  • Allenamento con resistenze, 2-3 volte a settimana, progressivo. Deve coinvolgere grandi gruppi muscolari, sia per la parte superiore del corpo sia per gli arti inferiori. I movimenti devono essere lenti e controllati, con resistenze scelte in modo da indurre la fatica muscolare programmata dopo 10-15 ripetizioni;
  • Esercizi di equilibrio per ridurre il rischio di caduta.
Cosa evitare:
  • i vogatori, che causano fratture vertebrali da compressione nei soggetti a rischio;
  • la corsa;
  • il tapis roulant inclinato;
  • attività con un impatto eccessivo.
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