03 Ago La felicità è una questione biochimica

Le nonne dicevano che ci si ammala di crepacuore e che un basso tono dell’umore mantenuto per molto tempo può avere effetti negativi sulla salute.
Esiste una base biochimica che possa spiegare la tendenza ad ammalarsi più facilmente quando predominano sentimenti negativi quali tristezza, rabbia o paura?
La ricerca della felicità e della gratificazione dà una forte spinta propulsiva a molte azioni.
Forse non sappiamo come questo meccanismo sia regolato chimicamente da un vero e proprio gruppo di molecole della felicità. Si tratta di ormoni e neurotrasmettitori, tra cui spiccano serotonina, dopamina, ossitocina ed endorfine.
Stati d’animo, euforia, sensazione di benessere così come paura, ansia e depressione sono modulazioni umorali determinate dal sistema ormonale che interagisce con la realtà esterna grazie al cervello e alle sue percezioni.
La felicità è una questione biochimica. Serotonina, ossitocina, dopamina ed endorfine sono neurotrasmettitori, ovvero sostanze chimiche che trasmettono impulsi nervosi verso i recettori posti sulle terminazioni neuronali. Esse suscitano una gamma di stati emotivi collegati al piacere, con intensità differenziata: buonumore, empatia, eccitazione, felicità, euforia, tolleranza al dolore.

Le endorfine sono molecole molto efficaci nel mantenere alto il tono dell’umore, ma anche nel meccanismo del piacere: possono bloccare uno stimolo doloroso e quindi avere un effetto anestetico, ma anche trasmettere una sensazione piacevole al solo annusare il profumo del caffè al mattino. Le endorfine vengono prodotte dal sistema nervoso centrale e poi rilasciate in circolo, più se ne producono, più ci si abitua ad averle a disposizione.
La dopamina è il neurotrasmettitore delle dipendenze, ma anche quello degli innamorati o delle persone che praticano attività fisica e che coltivano hobby e passioni. È prodotta quando si pensa o si interagisce con l’oggetto del desiderio. La dopamina è la ricompensa che il cervello ci offre sotto forma di piacere e talvolta di euforia ed è legata alle aree più primitive dell’encefalo, quelle che corrispondono a volontà, desiderio e motivazione.

La serotonina è prodotta dall’intestino ed è il neurotrasmettitore che traghetta dal… “Sono innamorato di te, sono infatuato” al “Ti amo, sono felice per te” con un amore incondizionato. La serotonina rende felici per quello che si è e che si vive, è il neurotrasmettitore della serenità.
L’ossitocina è l’ormone prodotto dall’ipofisi, che favorisce la fiducia verso il prossimo, la socializzazione e l’empatia. E’ rilasciato massimamente durante il parto ma anche a seguito di manifestazioni di affetto, effusioni amorose, contatto fisico e abbracci e determina una propensione alla socializzazione e all’empatia.
PNEI
La PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia) è il filo rosso che unisce ciò che riguarda la psiche con ciò che riguarda l’aspetto organico. Per anni questi aspetti sono stati distinti, come due binari paralleli che non si incrociano mai.
Nel tempo, si è visto come in realtà le due parti interagiscono e si influenzano tra loro. Ad oggi, si è giunti a comprendere che sono costantemente interconnesse.
Non si può parlare di disagio della psiche senza avere ripercussioni sul corpo e, viceversa, non si può avere un problema fisico che non si ripercuota sull’aspetto psicologico.
È un effetto domino, psico-neuro-endocrino-immunologia: la psicologia influisce sul sistema nervoso.
Il sistema nervoso influisce sull’apparato endocrino che, a sua volta, influisce su quello immunitario.
La visione occidentale vede queste correlazioni come lineari, ma in realtà l’equilibrio è circolare: la psiche influisce il sistema nervoso, ma anche i sistemi endocrino ed immunitario

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