Didattica Digitale e DSA: occhio alle emozioni!

Didattica Digitale e DSA: occhio alle emozioni!

Ormai la didattica digitale è un elemento della nostra quotidianità, anche se speriamo che si possa tornare al più presto alla didattica in presenza dobbiamo comunque cercare di adattarci alla situazione attuale.

La didattica a distanza è una sfida: per gli studenti, per gli insegnanti ma anche per i genitori. Abbiamo infatti già parlato di come il genitore abbia, in questa situazione, un ruolo attivo di supporto, aiuto e monitoraggio del percorso scolastico.

Durante questa situazione però i genitori possono incappare in alcune domande o dubbi, riguardanti appunto l’apprendimento scolastico dei propri figli: si tratta di disagi legati alla didattica digitale? È una difficoltà passeggera o un vero e proprio DSA?

Precedentemente abbiamo parlato con i nostri specialisti di quali fossero alcuni campanelli d’allarme per riconoscere un DSA, oggi ci soffermiamo su quegli elementi della sfera emotiva e relazionale, elementi che possono comunque essere sintomo di una difficoltà seria.

Non mi va di fare i compiti

Prestiamo attenzione alle emozioni che si creano al momento di fare i compiti. Una reazione emotiva particolarmente intensa e di carattere negativo può essere un segnale da non sottovalutare, soprattutto se quello stesso bambino non mostra le medesime reazioni in altri contesti.

Spesso, uno studente in difficoltà è consapevole delle sue fatiche e non sa come spiegarsele. Ciò può generare idee negative rispetto al proprio livello cognitivo, a volte ci si sente stupidi o inadeguati.

Le reazioni degli altri di fronte ai suoi fallimenti possono influenzare l’atteggiamento del bambino. Infatti, a seconda del proprio temperamento potrebbe reagire mettendo in atto comportamenti oppositivi per cercare di evitare lo svolgimento dei compiti. Altri elementi a cui fare attenzione sono: un basso tono dell’umore, la tendenza a crisi di pianto e abbandono precoce del compito se questo appare troppo complesso.

Mi sento troppo stanco

Nei bambini con DSA le abilità di base come lettura, scrittura e calcolo non sono automatizzate. Di conseguenza la loro esecuzione comporta una maggiore attenzione e sforzo cognitivo più intenso. Per questo motivo, ogni volta che un compito scritto, o lo studio, implica la necessità di leggere (praticamente sempre!), scrivere o fare calcoli il bambino deve compiere uno sforzo doppio. Questo lo porta a stancarsi più rapidamente e, di conseguenza, a manifestare un calo attentivo precoce.

Se leggendo questo articolo avete rivisto vostro figlio, il consiglio è quello di richiedere la consulenza di uno specialista. Insieme, a seconda dei casi, si valuterà un percorso diagnostico e/o un percorso di potenziamento delle abilità strumentali.

 

Lo Sportello di Potenziamento per DSA è attivo > si tratta di uno spazio dove effettuare un primo colloquio gratuito con i nostri specialisti!