Osteoporosi: quando muoversi fa bene!

Osteoporosi: quando muoversi fa bene!

L’osteoporosi è un processo che non può essere invertito, ma sta a noi provare a rallentarlo!

In Italia l’osteoporosi colpisce circa 5.000.000 di persone, soprattutto donne in postmenopausa (80%). Secondo studi epidemiologici nazionali ne è affetto il 23% delle donne oltre i 40 anni e il 14% degli uomini con più di 60 anni.

Nel concreto quando parliamo di osteoporosi parliamo di una malattia che comporta una sostanziale perdita della massa minerale ossea e un cospicuo deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo. La bassa densità ossea provoca un maggiore rischio di fratture del sistema scheletrico, con conseguente perdita di funzionalità nella vita quotidiana e quindi un peggioramento della qualità della vita stessa.

La prevenzione? Dovrebbe iniziare dalla seconda decade di vita…

Non stiamo scherzando, la prevenzione dovrebbe iniziare non appena abbiamo raggiunto il picco osseo, cioè la massima densità e durezza dell’osso. Uno stile di vita sano, che comprende un’attività fisica regolare e una dieta equilibrata, è il nostro principale alleato!

Attività Motoria Preventiva e Adattata (AMPA)

La letteratura scientifica si è espressa al fine di dimostrare l’importanza di un protocollo preventivo nei confronti di questa patologia. L’attività motoria preventiva e adattata (AMPA) è infatti utile nei 3 tempi della prevenzione della malattia:

  • In prevenzione primaria per ridurne l’incidenza;
  • Nella prevenzione secondaria per evitare l’evolutività patologica negativa
  • In prevenzione terziaria in quanto facilita il recupero, riduce l’invalidità limitando in tal modo anche la perdita di autonomia e contribuendo a una migliore qualità della vita.

Nella pratica, quale attività o esercizio fisico è consigliato?

Innanzitutto è bene considerare alcuni principi importanti: infatti affinché l’osso possa avere una risposta adattativa positiva, si richiedono stimolazioni meccaniche di tipo dinamico invece che statico.  

L’attività dinamica, oltre a produrre stress osteogenico intermittente sull’osso, aumenta la secrezione di ormoni anabolici che favoriscono la risposta adattativa dell’osso stesso. La risposta osteogenica è proporzionale alla frequenza dello stimolo meccanico. La soglia di stimolazione utile, scaturisce dal prodotto tra la frequenza dell’esercizio e la sua intensità.

Alcuni consigli:

  • Camminata sostenuta per 15-20 minuti per 3-4 volte alla settimana
  • Allenamento con resistenze: 2- 3 volte a settimana, progressivo; Deve coinvolgere grandi gruppi muscolari, sia per la parte superiore del corpo sia per gli arti superiori che inferiori. I movimenti devono essere lenti e controllati, con resistenze scelte in modo da indurre la fatica muscolare programmata dopo 10-15 ripetizioni.
  • Esercizio di equilibrio: ridurre il rischio di caduta

Evitare invece:

  • I vogatori, che causano fratture vertebrali da compressione nei soggetti a rischio
  • La corsa
  • Il tapis roulant inclinato

Da noi puoi iniziare il TUO percorso di prevenzione, insieme ai nostri specialisti del movimento! Scrivici se vuoi saperne di più…