Menisco: facciamo chiarezza tra cause e dolori

Menisco: facciamo chiarezza tra cause e dolori

Quando si parla di menisco, o di lesioni al menisco, è normale avere un po’ di confusione in testa. Spesso capita di affidarsi ai consigli e alle opinioni di amici, parenti e conoscenti, che ovviamente non sono mossi da cattive intenzioni ma non possiedono le competenze mediche per fare una diagnosi.

Per questo motivo abbiamo chiesto al nostro Ortopedico, Dott. Davide Reale, di aiutarci a fare un po’ di chiarezza riguardo alle lesioni del menisco, alle sue cause e alle possibili soluzioni.

Iniziamo partendo dalle basi…

Cos’è un menisco? I menischi sono strutture fibrocartilaginee situate tra femore e tibia. Si tratta di strutture che subiscono una certa trazione e sollecitazione nei movimenti di flesso estensione e di rotazione del ginocchio. Tra tutte le strutture del ginocchio sono quelle maggiormente soggette ad usura e lesioni. Un problema al menisco può causare dolore sia nelle attività sportive che nelle attività quotidiane.

Inoltre, possiamo distinguere un menisco interno e un menisco esterno, rispettivamente a forma di “anfiteatro romano” e di “O” aperta.

Problemi che non riguardano solo i più “grandi”

I problemi meniscali sono abbastanza “trasversali”, ovvero sono possibili sia nei giovani che nei soggetti più grandicelli. Le cause sono di due tipi:

  • Traumatiche: le lesioni di questo tipo sono causate da una forza eccessiva applicata a un menisco normale. Sono tipiche di numerose discipline sportive, in particolare quelle che espongono il ginocchio a elevate sollecitazioni come ad esempio calcio, tennis, pallacanestro, sci. La differente mobilità dei due menischi determina la frequenza con cui queste strutture vanno incontro a rottura. Infatti, il menisco esterno ha una maggiore mobilità e risulta meno soggetto a lesioni rispetto al menisco interno.
  • Degenerative: queste lesioni sono causate da forze para-fisiologiche ripetitive e costanti nel tempo, che rendono difficile la percezione di un vero e proprio inizio della sintomatologia da parte del paziente. Queste lesioni, quasi esclusive dei soggetti di età superiore ai 40 anni, si localizzano spesso a livello del corno/corpo posteriore e possono accompagnarsi ad alterazioni in senso degenerativo della cartilagine articolare del ginocchio, rappresentando aspetti differenti della stessa patologia degenerativa.

Trattamenti conservativi o chirurgici 

Generalmente il paziente che ha una lesione al menisco lamenta dolore, soprattutto al momento del carico, e limitazione nello svolgimento di attività fisiche e quotidiane. La diagnosi viene posta attraverso un accurato esame clinico e con l’ausilio della risonanza magnetica del ginocchio. Il trattamento della patologia meniscale può essere conservativo o chirurgico.

Per quello che riguarda la terapia conservativa, le scelte disponibili comprendono: terapie farmacologiche antinfiammatorie (FANS), crioterapia, fisioterapia mirata al rinforzo muscolare, terapie fisiche ad azione antiinfiammatoria (Tecarterapia, laser e magnetoterapia) ed infiltrazioni di acido ialuronico o di cortisone con o senza guida ecografica.

Il trattamento chirurgico è di norma artroscopico e trova le sue indicazioni nella risposta fallimentare al trattamento conservativo. I trattamenti chirurgici sono differenti e includono la meniscectomia, la sutura meniscale, l’innesto di menisco artificiale e il trapianto meniscale da donatore, queste ultime due in caso di difetti meniscali importanti dovuti a pregresse meniscectomie.

Uno sguardo sulle nuove frontiere… 

Per quanto riguarda l’intervento di meniscectomia totale, benché eseguito frequentemente negli anni passati, al giorno d’oggi è una pratica abbastanza inusuale per via delle conseguenze degenerative a lungo termine a carico della cartilagine articolare che seguono tale intervento. Per evitare i potenziali danni cartilaginei e l’inizio del processo artrosico che, nel tempo, possono colpire il ginocchio sottoposto a meniscectomia totale, oggi si preferisce eseguire delle resezioni parziali o subtotali, mirate a risparmiare la maggiore quantità di tessuto meniscale possibile.

  1. Intervento di sutura meniscale: quando possibile, tendenzialmente nei pazienti più giovani, è preferibile adottare scelte terapeutiche che permettano di evitare la rimozione di tessuto meniscale attraverso la riparazione artroscopica della lesione. Non tutte le lesioni sono però suscettibili di riparazione; per la guarigione è indispensabile un adeguato apporto ematico. Per questo motivo la riparazione è riservata per lo più alle lesioni del terzo periferico vascolarizzato del corpo meniscale. Il tasso di successo di questo intervento è nell’ordine di circa l’80% [3].
  2. Innesto di menisco artificiale: le “cosiddette” protesi o scaffold meniscali sono dei sostituti di derivazione biologica o sintetica del tessuto meniscale danneggiato in seguito a un trauma o a un pregresso intervento di meniscectomia. I due scaffold attualmente in uso nella pratica clinica sono ricavati da collagene bovino o da poliuretano, e agiscono stimolando e guidando la produzione di fibrocartilagine simile a quella del menisco nativo. È un intervento indicato quando il paziente ha perso più del 50% del tessuto meniscale e le due estremità (corni) sono ancora presenti [1].
  3. Trapianto meniscale da donatore: i pazienti più giovani (fino a 55 anni in genere) con perdita del tessuto meniscale ampia ed estesa, ma con una buona cartilagine, sono candidati ideali per questo tipo di trapianto. In questo intervento viene sostituito il menisco deficitario con quello di un donatore. La procedura viene eseguita in artroscopia. Lo svantaggio di questa tecnica è, ovviamente, la disponibilità di un menisco compatibile col paziente. I menischi utilizzati per questa procedura sono prelevati da donatore deceduto e sono conservati in vere e proprie banche del tessuto muscoloscheletrico [2].

 

Bibliografia: 
  1. Filardo G, Andriolo L, Kon E, de Caro F, Marcacci M. (2015) Meniscal scaffolds: results and indications. A systematic literature review. Int Orthop. Jan;39(1):35-46
  2. Reale D, Verdonk P. (2021) Meniscus Allograft and Transplantation. Lower Extremity Joint Preservation. Techniques for Treating the Hip, Knee, and Ankle. Ch 13, 133-146. Springer
  3. Zaffagnini S, Poggi A, Reale D, Andriolo A, Flanigan DC, Filardo G. (2021) Biologic augmentation reduces the failure rate of meniscal repair. A systematic review and meta-analysis. OJSM doi: 10.1177/2325967120981627