Celiachia: qualche consiglio per evitare gli squilibri nutrizionali!

Celiachia: qualche consiglio per evitare gli squilibri nutrizionali!

Chi soffre di celiachia deve seguire un’alimentazione priva di glutine al fine di alleviare i sintomi. Ma l’aderenza alla dieta nel lungo periodo può portare a degli squilibri nutrizionali?

In diversi studi è stata valutata la qualità dei prodotti senza glutine. Questi alimenti contengono generalmente alcune materie prime comuni, utilizzate come sostituti dei cereali glutinati, tra cui mais, riso, soia, manioca e patate. I risultati mostrano che la maggior parte degli prodotti risultano essere più ricchi in grassi, zuccheri e sodio rispetto ai prodotti tradizionali, anche se la composizione può variare in base al tipo di prodotto. Sembrerebbe inoltre che quelli senza glutine presentino generalmente una quantità inferiore di proteine ​​e fibre alimentari.

Spesso nelle persone che seguono una dieta priva di glutine, sono state riportate inadeguate assunzioni di alcune vitamine, come vitamina D, acido folico e vitamina B12 (ma più in generale di tutto il gruppo B), e di alcuni minerali, tra cui Ferro, Calcio, Magnesio e Zinco.

Le nostre abitudini alimentari svolgono un ruolo cruciale nella prevenzione degli squilibri nutrizionali, soprattutto per chi presenta una diagnosi di celiachia. Insieme ai nostri specialisti del team nutrizione cerchiamo di capire come possiamo nel nostro quotidiano integrare questi nutrienti nei nostri pasti.

Alimenti che difficilmente reperiamo in una dieta priva di glutine… 

Come dicevamo in precedenza ci sono alcuni nutrienti che i celiaci fanno fatica ad integrare quotidiano. Ci sono però alcuni alcuni alimenti che possono venirci in aiuto per aumentarne l’assunzione.

Vitamina B12:

La troviamo prevalentemente negli alimenti di origine animale. Ad esempio in molluschi (come vongole, cozze e polpo) o in altri pesci (sarde, sgombro e salmone), nella carne (soprattutto frattaglie e coniglio) e nel tuorlo d’uovo.

Ferro:

Per aumentare l’introduzione di questo nutriente andrebbero consumati alimenti come frattaglie e carne (in particolare quella di tacchino), pesce e tuorlo d’uovo. Si può trovare anche in alimenti vegetali, come legumi, funghi secchi, frutta disidratata, cereali integrali e verdure a foglia verde scuro. Tuttavia, la contemporanea presenza di fitati nei vegetali contenenti ferro ne riduce l’assorbimento. Inoltre bisogna considerare che il ferro vegetale è meno assorbibile di quello animale, per cui bisognerebbe abbinarlo ad alimenti contenenti vitamina C o acido citrico (come agrumi, kiwi e pomodori), che tendono ad aumentarne l’assorbimento.

Acido folico:

Alimenti naturalmente ricchi di folati sono quelli di origine vegetale, come verdure a foglia verde (ad esempio spinaci, cavoli, asparagi e biete), legumi, frutta (kiwi, fragole e arance) e frutta secca. Per quanto riguarda i cibi di origine animale, alcune fonti di acido folico sono le frattaglie, i formaggi e le uova.

Vitamina D: 

La vitamina D, essendo liposolubile, si trova all’interno di alimenti grassi, come fegato, pesce grasso, latte e tuorlo d’uovo, anche se in piccola quantità. Infatti, la principale produzione di questa vitamina deriva dall’esposizione della pelle ai raggi solari.

Calcio:

Per l’assunzione di calcio dovremmo mangiare latte e derivati, alcuni vegetali (come cavoli e broccoli), semi di sesamo e piccoli pesci consumati con la lisca, oltre che bere acqua minerale. Tuttavia alcune sostanze contenute negli alimenti di origine vegetale, come fitati e ossalati, si combinano con il calcio e ne ostacolano l’assorbimento. D’altra parte la presenza di vitamina D in alcuni alimenti grassi permette un maggiore assorbimento del calcio, per questo generalmente si consiglia il consumo di latte o yogurt interi rispetto alle versioni scremate.

Introduzione dei micronutrienti 

La maggior parte delle carenze nutrizionali che si riscontrano in presenza di celiachia sembrano essere dovute ad un assorbimento intestinale alterato, che si manifesta in chi presenta l’intolleranza ma ancora non ha eliminato il glutine dalla propria alimentazione. Inoltre i prodotti per celiaci sembrano non contenere tutti i nutrienti dei prodotti tradizionali, per questo anche seguire una dieta priva di glutine nel tempo potrebbe portare ad una ridotta introduzione di alcuni micronutrienti.

In questo senso, la scelta degli alimenti può venirci in aiuto nell’evitare l’insorgenza nel corso degli anni di bassi livelli nutrizionali. Ricordandoci comunque che in presenza di una carenza conclamata, condizione che dovrebbe essere valutata dal proprio medico, potrebbe essere necessaria un’integrazione mirata.

L’importanza dell’educazione alimentare

Nelle linee guida dell’American College of Gastroenterology del 2013 sono state evidenziate in presenza di celiachia le seguenti carenze di micronutrienti: ferro, acido folico, vitamine B12 e B6, vitamina D, rame, zinco. Perciò, in seguito alla diagnosi di intolleranza al glutine, dovrebbe essere valutato lo stato nutrizionale verificando l’assenza di carenze.

Seguire una dieta priva di glutine non è spesso sufficiente ad evitare delle carenze nutrizionali o a mantenere i valori dei micronutrienti nei range di normalità. Infatti la scelta degli alimenti e, più in generale, un’alimentazione equilibrata hanno un ruolo cruciale nel soddisfacimento dei fabbisogni nutrizionali. Per questo l’educazione alimentare dovrebbe diventare parte del percorso terapeutico per insegnare, anche a chi soffre di celiachia, l’importanza della scelta del cibo.

 

Bibliografia:
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